NUOVO TEATRO ATENEO

 

 

 

Il Teatro Ateneo nasce nel 1935 nell’edificio che, all’interno della Città Universitaria, sarà poi destinato al Dopolavoro e al Circolo dei professori. Si trattava di alcune vecchie fondazioni abbandonate all’angolo tra Viale del Policlinico e Viale dell’Università. Al pian terreno si ricavò un’ampia sala provvista di palcoscenico e servizi che per diverso tempo funzionerà da teatrino, con circa 300 posti. Il “teatrino” del Dopolavoro rappresenta una fase iniziale di quello che dopo la fine della Seconda guerra mondiale, sarà il teatro vero e proprio. Gli universitari romani furono i primi, in Italia, a poter disporre di uno spazio scenico che fu chiamato “Teatro del dopolavoro” e anche “Teatro Guf” (Gruppi universitari fascisti).

Fin dall’inizio il teatro fu assai attivo. Ospitò autori come Vitaliano Brancati, Siro Angeli, Gian Paolo Callegari, Nicola Manzari, Alberto Perrini, Federico Zardi e, tra gli attori, Anna Proclemer, Giulietta Masina, Ubaldo Lay. Fra i registi si successero Alessandro Brissoni, Enrico Fulchignoni, Guglielmo Morandi, Giulio Pacuvio e altri nella direzione di opere del teatro antico, classico, moderno e contemporaneo, dall’Ippolito di Euripide alla Vita è sogno di Calderon, dagli Uccelli e le Rane di Aristofane a Il Candelaio di Giordano Bruno continuando con Assassinio nella cattedrale di Eliot, Frana allo scalo di Betti e Felice viaggio di Wilder.

Nel 1939 iniziarono i lavori di ristrutturazione che si conclusero nel 1948. Dopo la fine dei lavori il teatro ospitò attori quali Lilli Palmer, Wanda Capodaglio, Edda Albertini, Mario Scaccia, Giorgio Ferzetti e Nico Pepe diretti da Pacuvio in lavori come La Fame di Massimo Bontempelli (prima assoluta), Il Processo di Kafka in prima italiana, Il Campiello di Goldoni, Le troiane di Euripide, Un mese in campagna di Turghenev, L’Oggetto di Ezio D’Errico, e due atti unici di Jules Renard. Fu poi la volta di Luigi Squarzina che, fra l’altro allestì la Fedra di Racine con la traduzione di Ungaretti.

La denominazione Teatro Ateneo venne introdotta nel 1950, su indicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Lucio Chiavarelli fu il direttore artistico e Alfredo Bini l’amministratore. Con loro si costituì una Compagnia Stabile formata da Lola Braccini, Nico Pepe, Mario Scaccia, Sergio Bargone e Carlo Ninchi. La stagione 1950-51 fu inaugurata con Romanticismo di Girolamo Rovetta cui seguì La bisbetica domata di Shakespeare. Seguirono allestimenti di teatro rinascimentale (La Calandria) e lavori recenti di Italo Calvino (Il cavaliere senza armatura) e Ugo Betti (Il diluvio). Nel 1952 fu approvato lo statuto dell’Istituto del Teatro della Facoltà di Lettere e Filosofia e ne fu nominato direttore Giovanni Macchia; l’Istituto si occupò della gestione e programma zione del Teatro Ateneo.

Fra il 1953 e il 1955 il Teatro Ateneo ospitò meno spettacoli e più iniziative di altro genere fra cui conferenze con letture interpretative affidate ad Eduardo de Filippo, Giulietta Masina, Marcello Mastroianni, Gino Cervi, Ubaldo Lay. Nel 1958 l’Istituto del Teatro fu aggregato alla facoltà di Lettere e Filosofia e fu Istituita la cattedra di Storia del Teatro e dello Spettacolo affidata a Giovanni Macchia. Nel 1958-59 il teatro fu concesso ad alcune compagnie di giro quali la Compagnia Stabile di Napoli e la compagnia Proclemer Albertazzi; nel 1959, l’Istituzione Universitaria Concerti utilizzò il Teatro Ateneo per la sua stagione primaverile. Significativa l’attività svolta da Alessandro Fersen, che tenne dei corsi di psicotecnica dell’attore, recitazione, dizione italiana e introduzione alla regia. Nel 1962 Fersen mise in scena, con gli studenti del Centro Universitario Teatrale una rassegna di testi del Duecento e del Trecento, sacri, profani, tragici e satirici con l’intenzione di offrire un quadro complessivo della drammaturgia latina medievale. Diverse chiusure per lavori e ristrutturazioni resero discontinua l’attività del teatro nei restanti anni ’60.

Il teatro riprese faticosamente vita fra il 1972 e il 1975 ospitando seminari tenuti da Jerzy Grotowski, Luca Ronconi, Benno Besson, Eugenio Barba e altri. Dopo ulteriori lavori il teatro venne riaperto nel 1977 ospitando per l’occasione Vittorio Gassmann, Dario Fo, Eduardo de Filippo, Luigi Proietti, Carmelo Bene. Nel 1981 Ferruccio Marotti succede a Giovanni Macchia nella direzione dell’Istituto del Teatro e dello Spettacolo; nello stesso anno viene istituito il Centro Teatro Ateneo, diretto da Marotti fino al 2010, finalizzato alla ricerca, didattica, registrazione, archiviazione e digitalizzazione di molteplici esperienze teatrali, in stretta connessione col Teatro Ateneo. Numerosi e importanti gli eventi ospitati dal Teatro negli anni successivi, anche di natura convegnistica e filmica. Vi si sono succeduti il Teatro libero di Palermo, della Cooperativa Attori e Tecnici, la Compagnia del Piccolo Teatro di Pontedera, l’Odin Teatret, Alberto Sordi, Eduardo De Filippo, Daniele Formica, Federico Tiezzi.

Il teatro è stato nuovamente chiuso nel 2003 per una integrale ristrutturazione.

 

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